Decidere insieme e litigare bene · lezione 1 di 4
Non è (sempre) colpa delle persone
Diana Leafe Christian distingue due tipi di conflitto. Quello personale, tra due caratteri. E quello strutturale, che nasce da come è organizzato il gruppo e si ripresenta con persone diverse, perché la causa non è nelle persone.
Le fonti più comuni di conflitto strutturale
Conflitto personale
- Nasce tra due caratteri
- Finisce se le due persone si parlano
- Si cura con il dialogo
Conflitto strutturale
- Nasce da come è organizzato il gruppo
- Torna con persone diverse
- Si cura con una regola o un accordo
- visioni e valori diversi su soldi e lavoro, mai detti;
- squilibri di potere: chi ha più soldi, più competenze, più anzianità;
- riunioni inutili o ostili;
- informazioni mancanti, per esempio regole del comune mai verificate;
- accordi a voce, che ognuno ricorda a modo suo;
- nessuna regola su come si comunica e come ci si comporta;
- impegni presi e non mantenuti, senza conseguenze;
- nessun criterio per far entrare persone nuove, o troppe tutte insieme;
- tanto ricambio, che impedisce al gruppo di avere un'identità;
- stili diversi: chi ha bisogno di parlare delle emozioni e chi vuole agire, chi pianifica e chi vuole partire domani.
Tre trappole con un nome
- La sindrome del fondatore: chi ha fondato si comporta da genitore, oppure gli altri si ribellano a chi ha fondato.
- L'abuso del visionario: chiedere a tutti sacrifici estremi in nome dell'idea.
- Le eccezioni: concessioni fatte a una persona, che gli altri vivono come privilegi.
Esercizio
Pensa all'ultimo conflitto che hai vissuto in un gruppo (casa, lavoro, associazione). Riscrivilo chiedendoti: c'era una regola che mancava? Un accordo a voce? Un potere non detto? Se sì, era strutturale, e una regola l'avrebbe evitato.
Fonti
- Note su Creating a Life Together di Diana Leafe Christian, Life Itself.