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Sepofà

Non è (sempre) colpa delle persone

Diana Leafe Christian distingue due tipi di conflitto. Quello personale, tra due caratteri. E quello strutturale, che nasce da come è organizzato il gruppo e si ripresenta con persone diverse, perché la causa non è nelle persone.

Le fonti più comuni di conflitto strutturale

Conflitto personale

  • Nasce tra due caratteri
  • Finisce se le due persone si parlano
  • Si cura con il dialogo

Conflitto strutturale

  • Nasce da come è organizzato il gruppo
  • Torna con persone diverse
  • Si cura con una regola o un accordo
  • visioni e valori diversi su soldi e lavoro, mai detti;
  • squilibri di potere: chi ha più soldi, più competenze, più anzianità;
  • riunioni inutili o ostili;
  • informazioni mancanti, per esempio regole del comune mai verificate;
  • accordi a voce, che ognuno ricorda a modo suo;
  • nessuna regola su come si comunica e come ci si comporta;
  • impegni presi e non mantenuti, senza conseguenze;
  • nessun criterio per far entrare persone nuove, o troppe tutte insieme;
  • tanto ricambio, che impedisce al gruppo di avere un'identità;
  • stili diversi: chi ha bisogno di parlare delle emozioni e chi vuole agire, chi pianifica e chi vuole partire domani.

Tre trappole con un nome

  • La sindrome del fondatore: chi ha fondato si comporta da genitore, oppure gli altri si ribellano a chi ha fondato.
  • L'abuso del visionario: chiedere a tutti sacrifici estremi in nome dell'idea.
  • Le eccezioni: concessioni fatte a una persona, che gli altri vivono come privilegi.

Esercizio

Pensa all'ultimo conflitto che hai vissuto in un gruppo (casa, lavoro, associazione). Riscrivilo chiedendoti: c'era una regola che mancava? Un accordo a voce? Un potere non detto? Se sì, era strutturale, e una regola l'avrebbe evitato.

Fonti

  • Note su Creating a Life Together di Diana Leafe Christian, Life Itself.