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Sepofà

Il debito di diversità, e uscire bene

Chi fonda decide chi arriverà

Morello usa un'immagine presa dal software: il debito di diversità. Come il debito tecnico, è una scelta fatta all'inizio che diventa sempre più cara da correggere. Un gruppo fondato da persone tutte simili (stessa età, stesso ambiente, stesso genere) attirerà persone simili, e dopo qualche anno nessuna pagina di benvenuto né sconto riuscirà a cambiarlo.

Cosa si può fare, in concreto:

  • guardare chi siete adesso, prima di scrivere la visione: chi manca?
  • invitare persone diverse tra chi fonda, non solo tra chi arriverà;
  • chiedersi se orari, costi e regole escludono qualcuno senza volerlo (genitori con bambini piccoli, persone anziane, chi non ha un'auto, chi lavora a turni).

Quando qualcuno deve andarsene

Una porta forte ha anche un'uscita. Christian riporta un sistema di conseguenze a gradini (dalla Community Alternatives Society, in Canada):

  1. un colloquio con la persona;
  2. un incontro con quattro persone, tra cui amici di cui si fida;
  3. l'intervento del gruppo che si occupa di responsabilità;
  4. un accordo di 5 mesi con verifiche mensili, pensato per aiutare;
  5. una decisione collettiva, che può arrivare a chiedere di trasferirsi o di lasciare la comunità;
  6. se la maggioranza vuole agire ma qualcuno blocca, una mediazione.

Scriverlo prima non è sfiducia: è l'unico modo per essere giusti quando arriva il momento.

Esercizio

Scrivi in cinque righe che persona cerchi (se sei un gruppo) o che gruppo cerchi (se sei da solo). Poi scrivi cinque cose che ti farebbero dire di no. Portale con te alla prossima visita, e confrontale con quello che vedi.

Mettiti alla prova

Secondo Christian, quando conviene dire di no a una persona?
A Twin Oaks, cosa non può fare chi è in prova?
Cos'è il «debito di diversità»?
Qual è il primo gradino quando un membro crea problemi?

Fonti